sabato 24 febbraio 2007
Cortometraggi
Il primo è Come a Cassano, girato a Bari e diretto da Pippo Mezzapesa. Ha avuto una menzione ai Nastri d'Argento 2006.
Il secondo è Tana libera tutti di Vito Palmieri girato a Roma, in cinquina ai David di Donatello 2006.
ll terzo è Il sogno di Nando di Fabrizio Colucci girato a Taranto
Buona visione!!!
domenica 18 febbraio 2007
Il paradosso del competitore
domenica 11 febbraio 2007
Tevere pioggia e notte
Correre sul lungotevere di notte è come sprofondare in un mondo parallelo. Da casa mia il passaggio dalla strada trafficata al ciottolato che costeggia il fiume è senza soluzione di continuità. Non vi sono né scalini né deviazioni, la strada semplicemente scende, scende fino a dove è possibile: a pochi centimetri dall’acqua.
I rumori della città si fanno più ovattati e, a differenza del giorno, l’intensità luminosa è meno di un quarto rispetto al mondo sovrastante. Le pupille si dilatano e viene naturale rallentare per qualche centinaio di metri. Gli occhi poi si abituano alla penombra e si ritorna alla velocità iniziale.
Mi è capitato qualche giorno fa di correre lì di notte. Il cielo nonostante fosse nuvoloso emanava una luce propria e faceva da contrasto alle calde luci dei lampioni sparse ogni tanto sul percorso. Mi viene da pensare, mentre corro, come nel mio lavoro sia laborioso ricreare un’atmosfera simile: fare avvertire le tonalità fredde di un cielo notturno assieme alle calde della luce artificiale. Ripenso a film visti ultimamente giocati con queste tonalità e mi viene in mente la fotografia di Christopher Doyle in Lady in the water e la Trieste di Fabio Zamarion in La sconosciuta.
Ecco che inizia a piovere. Piove seriamente, anche dei fulmini cadono molto vicini alla città. In pochissimo tempo sono fradicio ma continuo a correre imperterrito (non avevo comunque altra scelta poiché stavo già ripercorrendo la via del ritorno).
A volte sbaglio l’appoggio del piede e mi trovo dentro una pozzanghera. Avere i piedi bagnati Ë una brutta sensazione, l’unico antidoto è appunto correre, correre senza fermarsi. Continuo a notare le calde incandescenze che rispecchiano nel Tevere e in tutto questo marasma mi sento un po’ mitico. Ripenso ad imprese storiche e mi immedesimo: Coppi che valica solitario un passo dolomitico, Bordin che vince l’Olimpiade, l’Italia campione del mondo nel 1982, Marco Pantani, Stefano Baldini, Mike Tyson, Maradona…
Dopo tutto questo pensare mi sento anche un po’ coglione perché sto andando a non meno di 4 minuti al chilometro in una normalissima seduta di corsa lenta di un qualsiasi amatore.
Il bello della corsa è che, se stai bene fisicamente, ti dà tempo per pensare a tutt’altro e anche a fantasticare su ogni cosa.
Arrivo poi a casa, mi levo le scarpe sennò è un massacro per la moquette e metto subito in lavatrice tutto quello che avevo addosso. Mi accorgo che tutti gli indumenti che ho usato hanno impregnato l’odore del Tevere.
Entro dentro la doccia e sono troppo felice dell’acqua calda che mi scorre addosso...
lunedì 5 febbraio 2007
Campionati Regionali di Corsa Campestre
Foto di gruppo
Assieme a Marco Agresta (terzo assoluto e primo di categoria)
Alessandro Di Cintio (secondo assoluto)
Ieri Campionati Regionali di Corsa Campestre. Sorpresa: mente vado a prendere il pettorale scopro che la mia categoria (amatori) non è presente perché la gara è riservata esclusivamente alla categoria Master. Domanda: ma se la settimana prima si era svolta il Campionato di Corsa Campestre riservato agli Assoluti e naturalmente la nostra categoria era esclusa, se non corriamo con i Master con chi corriamo?
Senza darmi e ne ricevere una risposta, opto per gareggiare fuori gara, con un pettorale contrassegnato con una X , forse nel caso qualcuno avesse da protestare.
Si parte nel Parco D’Avalos, un parco che ha segnato la mia infanzia di corridore: qui vinsi le mie prime gare tra il1988 e il 1990 arrivando con alcuni miei coetanei che poi di strada ne hanno fatta, due nomi per tutti Danilo Di Luca e Massimo Oddo. Sempre nello stesso parco, nella categoria degli anni antecedenti al nostro, già primeggiava e si distingueva Alberico Di Cecco.
Ed è proprio Alberico Di Cecco che ritrovo, naturalmente da spettatore, alla gara. Inoltre arriva il presidente della nostra società Gianni Petrella, il direttore tecnico, nonché mio allenatore, Mario De Benedictis, e altri due atleti della Runners Adriatico: Alessandro Di Cintio e Mauro Viola, oltre alla ex azzurra Romina Rastelli.
La partenza vede subito al comando Nourredine Makhloufi e Alessandro Di Cintio, segue Mauro Battista e dopo qualche metro eccomi assieme a Marco Agresta. Mi sento bene e il ritmo non mi pare eccessivo. Noto che l’ottimo Alessandro inizia a perdere un po’ di terreno su Makhloufi ela sensazione è di recuperare preziosi metri. Dopo circa 2 chilometri cerco addirittura di staccare Agresta e cambiare ritmo. Ed ecco che nel giro di poco (un chilometro) mi sento in subbuglio lo stomaco e decido di fermarmi… Misera figura, soprattutto in una location che tanto rappresenta per me e con tante persone, per me importanti, a vedermi! Non mi rimane che vedere l’arrivo in solitaria di Makhloufi, il buon secondo posto di Alessandro Di Cintio e il terzo di Marco Agresta (primo della sua categoria).
Nonostante tutto è stata comunque una piacevole giornata, sperando per le prossime volte in risultati migliori…
domenica 21 gennaio 2007
La corsa di Miguel
Fino all'ultimo non ero sicuro della mia partecipazione perchè ero in ballo per girare un video clip (poi spostato).La condizione non è per me pessima ma nemmeno delle migliori (sono stato fermo una settimana per lavoro e trasferte varie).L'ultimo allenamento della settimana scorsa risale a mercoledì 10 con 6 ripetute sui 1000 metri a 3'19'' di media e 1'30'' di intervallo. Poi ho ripreso il 18 con corsa lenta (così anche il 19 e 20)
Tornando alla gara il risultato finale è stato di 35'23'' sui 10,3km del percorso (alla media di 3'24'' al km). In classifica generale sono arrivato 46esimo e settimo della categoria amatori (classifica generale http://www.h2smarathon.it/classifiche/download.aspgara=955&anno=2007&evento=Miguel&nomefile=7^%20La%20Corsa%20di%20Miguel.xls )
Da segnalare anche il tempo del mio "socio" Franco Di Bonaventura che è giunto al traguardo in 37'19'' rientrando alle gare dopo molto tempo
Orgoglio e pregiudizio

" Non sono una podista ma sono molto vicina al mondo della corsa come spettatrice, tifosa e aiuto-organizzatrice di manifestazioni sportive. Mi capita quindi, spesso di leggere la vostra rivista e di apprezzarla per le storie di sport e vita che vengono raccontate, anche se proprio una di queste ha sollevato la mia vena polemica. Sarà stato l'incipit letterario (la metafora con l'Alfieri) a spronare maggiormente il mio spirito critico, deformazione professionale. E' che ho un'idea molto diversa dello sport rispetto al modello impersonificato da Monica Carlin, un'idea più terrena e umana. Insomma vorrei tutelare la sfera della corsa, anche di quella più lunga, da giudizi e soprattutto da pregiudizi che spesso la relegano alle imprese sovrannaturali, con la ferma convinzione che sia uno sport di tutti e per tutti. Le innumerevoli "fatiche" della "super" Carlin, che dorme cinque ore per notte, si allena con rigore due volte al giorno, lavora 13 ore, salta i pasti, fa 400km (42km di corsa e i restanti in bici) in un sol dì, oltre a sollevarmi dei dubbi e delle riserve riguardo alla composizione della giornata (che mi sembra ancora fissata a 24 ore), mi atterrisce, mi spaventa. Che tipo di sacrifici si è disposti a fare per "la libertà di confrontarsi lealmente"? E la cosa che mi spaventa di più è che non si ha la coscienza di questo sacrificio... che anzi il tutto venga definito una tecnica, cioè una serie di azioni programmate al fine di raggiungere un obiettivo; un procedimento razionale: "l'approccio giusto" come lo definisce la stessa Carlin. A sostenere, quindi, che questo approccio alla vita severo e segregante sia il modo giusto che permetta la brillante ed entusiasmante carriera professionale e sportiva della campionessa. Non è così, a mio modesto parere questo è un modo sbagliato di vivere lo sport, perché il cibo masticato quando capita, la vita sociale che sembra coincidere con l'attività professionale, l'amore sentito come restrizione della propria libertà personale, tutto questo non rende necessariamente campioni nelle maratone o nelle ultra, come non lo rende nella vita. E' solo un modo di dare poco valore al proprio tempo, che passa e non si recupera. Il fine non giustifica i mezzi, neanche nella corsa. E' così triste leggere che una sportiva salti il break del pranzo, come che faccia una cena fugace prima di andare a dormire, accreditando questi comportamenti come azioni coerenti a un procedimento logico e razionale, che ricorda le tante ragazze che per diventare belle e magre (il loro obiettivo) smettono via via di mangiare. Anche la loro è una scelta, "nessun sacrificio, anzi un piacere", che credono controllabile, basta un po' di "tenacia e voglia di riuscire". Ma piano piano, si perde il senso e quello che era un obiettivo nella vita diventa l'obiettivo della vita. Le maratone, come le ultra, sono sfide straordinariamente difficili, ma imprese estremamente umane, per affrontare le quali, anche per chi le vince, non è richiesto limite alla propria vitalità (che anzi ne verrà esaltata), o le proprie relazioni sociali e i propri comportamenti alimentari. Lo sanno molti podisti che hanno coscienza dei propri sacrifici, sanno a cosa rinunciano in ogni momento e quanto queste rinunce pesino, sanno quanto è difficile coniugare lavoro-famiglia e sport e si ingegnano alla ricerca di un equilibrio per non lasciare niente indietro, poiché tutto ha un importanza per la formazione umana, poiché tutti sono obiettivi per vivere felicemente, per dare senso a un tempo che passa. Perché l'Olimpo è di pochi e non è per gli umani, neanche per quelli che sembrano divini. Ma il paradiso terrestre è di tutti."
domenica 7 gennaio 2007
Chilometri e relatività sul Lecce – Bolzano
foto realizzata con Nokia n70 in uno dei miei tanti viaggi in treno...Per me che prendo quasi due treni a settimana l’espresso è stata una piacevole riscoperta. Ormai non lo prende più nessuno e quindi, paradossalmente, è diventato quasi un mezzo elitario.
L’espresso ha alcune comodità che nemmeno i T-biz Eurostar hanno.
Prima su tutti: puoi spegnere la luce che non è cosa da poco. Ultimamente la totale oscurità è stata sostituita da una lampadina blu. Ma essendo il blu un colore che assorbe tantissima luce non dà assolutamente problemi se uno vuole chiudere gli occhi.
La seconda comodità è che ci si può sdraiare completamente e riuscire quindi a dormire.
Terza comodità: si può camminare, senza dar fastidio a nessuno, nel lungo corridoio che è anche illuminato a sufficienza ogni circa due metri da tre innovativi led a luce fredda, creando interessanti chiaro scuri essendo abbastanza spottati.
Consiglio poi alcuni accorgimenti poco pubblicizzati da Trenitalia. I posti prenotati non sono più segnati e quindi ci si può trovare nel cuore della notte o in qualsiasi altro momento a dover cedere il posto a qualcuno che ha prenotato. Fortunatamente questa regola non vale per i posti dal numero 71 al numero 86 che non possono essere prenotati da nessuno. Alcune volte mi è capitato di vedere gli scompartimenti strapieni (di persone che avevano prenotato) tranne i due scompartimenti che occupano i posto dal 71-86.
L’espresso ha poi un fascino particolare per me, soprattutto quello che ho preso ieri: Lecce – Bolzano.
Lecce – Bolzano rappresentava fino a qualche decennio fa, e forse per alcuni versi rappresenta ancora, una distanza centinaia di volte maggiore rispetto all’effettivo chilometraggio.
Mi fa venire in mente fatiche e sogni dentro valigie di cartone. Lecce e Bolzano come una traversata oceanica… tutto è relativo.
Per noi oggi ( noi saremmo, oltre me naturalmente, Mario De Benedictis e Franco Di Bonaventura) l’epicità dell’espresso Lecce – Bolzano sono stati 18 chilometri percorsi a 4’15’’ al km sulla riviera di Pescara, dove a mala pena abbiamo sconfinato comune…
Tutto è relativo!
Trenitalia: truffa o errore informatico?
Se il vostro viaggio non prevede cambi non ci sono problemi, ma ipotizziamo invece che ci sia un cambio da fare.
Esempio: oggi 7 gennaio voglio comprare il biglietto Padova – Rovereto per lunedì 8 gennaio dalle ore 6 in poi.
Vado sul sito http://www.trenitalia.it/ digito destinazione, ora e data ed ecco le soluzioni di viaggio che mi dà Trenitalia:
sono quattro viaggi (dalle 6:45 alle 10:54) tutti con scalo a Verona e nella prima tratta (Padova – Verona) compaiono solo treni con maggiorazioni nel prezzo: Eurostar ed Intercity.
Cosa mi viene da pensare in totale buona fede? Che nella tratta Padova - Verona il giorno 8 gennaio dalle 6 di mattina alle 10:54 non circolano treni a costo normale (regionali, inter regionali o espressi) perché senno il data base di Trenitalia me gli avrebbe puntualmente segnalati.
Provo comunque a fare la prova del nove: digito la tratta Padova – Verona sempre per lo stesso giorno ed ora e magicamente compaiono 5 (!!!) treni regionali, per l’esattezza alle 6:02 6:18 7:28 7:49 8:17. Errori di gestione del software da parte di Trenitalia? Chissà… sappiamo solo che quei cinque treni “nascosti” hanno un costo di 4,80€ contro gli 11€ dell’Eurostar…
Per non parlare di chi dovesse digitare un Firenze – Imola. Nella prima tratta fino a Bologna compaiono 27 treni (dalle 6:38 alle 22:53), tutti con maggiorazioni di prezzo.
Digitando solo la prima tratta compaiono due treni a costo normale (4,65€) e qui gli Eurostar costano addirittura 15€!
Quindi ci viene da chiedere… truffa o errore informatico?
Un 2006 da Amatore
eccomi all'arrivo della Sette Camini in Corsa (foto Isabella Mascivecchio)Da una parte tutto ciò sembra un miracolo. Esattamente un anno fa spegnevo l’ultima sigaretta (delle mie trenta giornaliere) e con fatica alternavo 5’ di corsa a 5’ di passo (portandomi anche 10kg in più a spasso).
Da qui una progressione inesorabile :
19 marzo descrivevo come un “medio” un allenamento di 4km con i seguenti passaggi 4’26’’ 4’10’’ 4’01’’ 3’59’’; 16 aprile gioivo per un 6km di medio a 4’04’’ al km;
22 giugno chiudevo 10 km di progressivo con i seguenti passaggi al km 4’00’’ 4’06’’ 3’56’’ 3’52’’;
15 settembre medio di 8km a 3’45’’ al km…
Il primo allenamento di quest’anno 8 ripetute di 1000 metri con 400 metri di recupero. Questi i passaggi: 3’25’’ - 1’44’’ - 3’23’’ - 1’49’’ - 3’26’’ - 1’45’’ - 3’18’’ - 1’44’’ - 3’20’’ - 1’55’’ - 3’26’’ 1’55’’ - 3’33’’ - 1’59’’ - 3’25’’.
Gli 8 km di ripetute alla media di 3’24’’ al km, i 2,8km di recupero a 4’36’’ al km, in totale ho corso per 10,8 km alla media di 3’43’’ al km!
Che dire: un bel 2006 da Amatore…
mercoledì 27 dicembre 2006
Abbigliamento invernale
Personalmente ogni circa tre mesi mi reco a Decathlon a fare un po’ di “scorte” mentre per le esigenze più impellenti raggiungo il negozio specializzato più nelle vicinanze.
Sono un gran fun del marchio (o brand che dir si voglia) Kalenkji che abbina una buona qualità a degli ottimi prezzi. Qui in trentino ho portato il completo (fuseaux e maglia) Nova Dry 2 (varia da 1 a 3 a seconda del potere coprente, 3 è il più caldo). Nei giorni un po’ meno freddi ho anche i fuseaux Nike con tecnologia Dri Fit. Sotto la maglia d’allenamento abbino sempre una t-shirt tecnica (ne ho circa 6-7, tutte della Kalenkji Nova Dry 1 e una Nike Dri Fit). Ho poi altre due maglie d’allenamento: una Asics Duotech che ha un potere coprente simile alla Kalenji Nova Dry 2 e un Adidas Clima Cool .
In questi giorni freddi abbino anche una fascia copri orecchie Adidas Clima Warm ed un paio di guanti Kalenji. Devo dire che fino a qualche giorno fa correvo benissimo con addosso due t-shirt Kalenji (una a contatto con la pelle a maniche corte ed una sopra a maniche lunghe).
E veniamo alle scarpe: utilizzo le Nike Air Perseus che mi aiutano nel correggere la mia corsa da pronatore e con le quali percorro in media 700 km. Effettivamente devo dire che le calzature Nike mi danno una morbidezza e reattività maggiore rispetto alle altre scarpe che ho provato. Per le gare e gli allenamenti dai 3’35’’ in giù uso le Nike Air Pegasus T/C , zero protezione ma sembra proprio non averle ai piedi.
Rimpiango solo una cosa della tecnologia applicata alle calzature sportive: l’Ellesse gialle firmate Gianni Poli; altri tempi, altre corse!!!
Dal Tevere all'Adige


Questi giorni sono infatti in Trentino, proprio nella vallata attraversata dall’Adige. Qui c’è una pista ciclabile che da Pilcante (è vicino ad Avio, il paese dove mi trovo io) arriva fino a Bolzano. Tutt’ora non è completata ma il chilometraggio massimo che serve a me (sui 20 km, quindi 10km di rettilineo sono più che sufficienti) è servito benissimo.
Le temperature qui non sono né quelle di Roma né di Pescara ma nemmeno di Milano.
Ieri prima uscita con il termometro a 3 gradi: il freddo c’è, nei tratti di percorso più ombreggiati senti un po’ il piede che fa fatica a tenere gli appoggi perché c’è sempre una leggera patina di giacchio. Ma è un freddo secco, non umido e dopo circa 15’, mentre il tuo corpo si è riscaldato, non lo avverti più.
L’aria fresca e la mancanza di smog mi danno una piacevole sensazione di benessere. Mi piace essere su questa stradina in mezzo a campagne coltivate a vite, ad avere i monti che sembrano quasi a portata di mano.
Ora capisco anche chi pratica lo Sky Running, una disciplina estrema ma che ti permette di correre in mezzo a scenari bellissimi! Chissà forse un giorno capirò anche chi corre 24 ore di seguito in circuito (ma vi assicuro che per il momento non è così).
Oggi comunque un allenamento basato sulle ripetute corte (10 volte i 400 metri). Che faticaccia!!! Un allenamento basato su questi ritmi era da circa 15 anni che non lo facevo (per chiarimenti su questi tempi così dilatati consulta pure il mio profilo) e non è per niente facile. Ho misurato quindi un rettilineo di 400 metri sempre con il mio fido Garmin Forerunner 205 e mi sono trovato nei 400 corsi all’andata leggermente contro vento e quindi viceversa al ritorno.
Comunque dopo 5 chilometri di riscaldamento questi sono stati i miei tempi sulle 10 ripetute:
1'15''22 - 1'09''99 - 1'14''00 - 1'10''07 - 1'13''23 - 1'10''24 - 1'14''77 - 1'11''50 - 1'15''16 - 1'10''32
domenica 24 dicembre 2006
Vigilia di corsa
Siamo partiti in cinque per farci forza del freddo che inspiegabilmente (anche se siamo ormai a fine Dicembre non mi ricordo quest'anno un giorno così freddo, nemmemo a Milano) ci si abbatteva contro.
Dopo i soliti chilometri di riscaldamento eccomi assieme a Franco Di Bonaventura, Alessandro Di Cintio, Alessio Bisogno e Mario De Benedictis ad iniziare un lungo lento di 18 km.
Le ripetute di ieri si sono fatte sentire ed i primi 6km sono stati abbastanza faticosi (a livello muscolare). Poi d'improvviso è uscito dal grigiore assoluto un bel sole tiepido che ci ha premiati dell'uscita pre natalazia e la temperatura si è alzata. Abbiamo percorso i nostri 18km in 1h18'43'' alla media di 4'22'' al km.
L'ultimo km c'è stato un po' di "movimento" ed è partita una volata tra Mario, Alessio ed Alessandro. Io e Franco abbiamo continuato con il nostro ritmo chiudendo in 3'59'' mentre Mario credo viaggiasse intorno ai 3'15''.
sabato 23 dicembre 2006
Ripetute a Pescara
Grazie a Pescara ho anche riniziato a correre, o meglio grazie al pescarese Mario De Benedictis che mi ha indirizzato ad un allenamento mirato.
Quando un anno fa ho rincontrato Mario (è stato il mio allenatore quando ero un ragazzino, oltre ad esserlo stato di atleti olimpionici) ho manifestato a lui l'idea di fare qualche uscita per sgambettare un po' e… di correre una maratona.
Ebbene si: dopo 15 anni di totale inattività avevo in mente di correre una maratona nel giro di pochi mesi (per l’esattezza quasi 3 mesi, la maratona che volevo fare era quella di Roma).
Quindi la domanda da farsi è: ero incosciente nel pensare di poter affrontare i 42km con 3 mesi di preparazione o c’era di mezzo altro?
Il problema credo fosse, e lo è tutt’ora per tantissimi neo podisti, il risalto mediatico che viene dato alle imprese di corsa estrema ( maratone in alta quota, 100km nel deserto, 50 maratone in 50 giorni…) che fanno così passare per normale, quasi una passeggiata, affrontare una gara di 42km e 195 metri.
Per fortuna ho rincontrato Mario, mi ha subito bloccato nella mia insana idea (con molto tatto devo dire) e mi ha fatto fare (con le sue tabelle di allenamento) progressi a non finire.
Come le ripetute che abbiamo fatto oggi ( le mie prime ripetute da 15 anni a questa parte)
8 volte i 1000 metri.
Questi i tempi:
3’19’’ 3’16’’ 3’25’’ 3’19’’ 3’21’’ 3’19’’ 3’21’’ 3’19’’
Ah… comunque la maratona la farò… ma prima affrontiamo le mezze!!!
giovedì 21 dicembre 2006
E vai con gli Squallor...

Ma la cosa più grande è stata che mi sono portato dietro il mio lettore mp3 con i pezzi degli Squallor. Esperienza mitica correre e sentire pezzi come Tangon.13 Carceri d'oro Il Computer Amadeus...
Cosa ci vuole correre sentendo Queen, U2 o simili? Andare a 3'17'' al km e sentire "Piacere Pesce" è soltanto un segno di una forma fisica perfetta e anche di una freschezza mentale non indifferente...
Vi riporto quasi integralmente il testo:
" Sono Don Bairo, degli Scappellati di Viareggio,ho 'nfrontato un viaggio pieno di… di felidi,da qui al mar del Caspio. Eccheccaspio!…Ho affrontato alcuni problemi di carattere generale:primo, non avevo la macchina; secondo, non avevo il dito per fare l'autostop,perché sono monco. E allora l'ho fatto col braccio,si è fermato solo un camionista, tale…un russo, Budroski Balmiro, una panza di vermo grandissimo,grosso, alto, biondo e senza gambe. Come lo guidava questo camion?Eravamo due storpi e una chitarra, e andavamo verso… il…Come si dice quando si passa la frontiera? La corteccia di ferro.E arrivammo. Due Vopos, le guardie svizzere… no, le guardie rumene…Le guardie rosse, ci chiesero i documenti. A me mi è uscito un rotolo di carta igienica, al camionista neanche quello,ma dietro al camion c'era una sorpresa: uscì u… un piccolo nano infortunato,senza capelli, assomigliava stranamente a Cesare Ragazzi,ma dopo sette chilometri avemmo il primo incidente,si schiattarono contemporaneamente sei ruote su qui…ndici,perché era un long vai-col. Lo voglio dire in inglese perché ho studiato alla… alla Sorbona.Il poliziotto che ci fermò aveva tre denti cariati e uno sano, senza lingua, parlava a gesti, ci fece un 4 4 4 8 7 2, che sembrava il numero di telefono di una mia zia in colonia a Riccione, senza tenda, prezzo settemilaecinquecento lire con brioche alla mattina, senza colazione, con un po' di sabbia in un bicchiere, sole ustionato lo vendevano a duemila lire il chilo, e mille lire uno sternuto.Avanti avanti avanti avanti il poliziotto cercò di scambiare il nano,che ormai era ghiacciato, il famoso Nano Ghiacciato, con una spia che avevamo perduto dietro una ruota di scorta.Allora io sono stato fermo e… garenatomi dietro la mia tonaca dissi: Spia si nasce, non si cresce.E lui disse: Piacere, pesce.
Non li avete mai sentiti...
Andate sul loro sito (www.squallor.com )e ne sentirete delle belle
mercoledì 20 dicembre 2006
Lungotevere, Milano e di nuovo lungotevere
Venerdì stesso sono partito per quel di Milano.
A Milano ho girato sabato e domenica il video clip degli Emoglobe (hanno un bel sito che vi consiglio di andare a vedere http://www.emoglobe.com/ ) per la regia di Francesco Cannito.
Ecco quando si gira un video è proprio difficile andare ad allenarsi perché gli orari di lavoro sono sempre “hard”. Sabato sveglia alle 7 ed ero di nuovo a letto alle 2 (naturalmente di notte). Il giorno dopo 8-23.
Lunedì pensavo di poter fare l’allenamento in programma, ma a Milano è proprio difficile trovare un posto in centro dove andare a correre.
Lo strumento che mi aiuta ad avere sempre monitorato il chilometraggio e la velocità è l’orologio con GPS Forerunner 205 ( sito http://www.garmin.com/products/forerunner205/ )
Mi permette appena uscito di casa o dall’albergo di iniziare a correre immediatamente senza andare alla vana ricerca di percorsi misurati.
Ho anche ricevuto da Mario De Benedictis i nuovi programmi fino al 14 gennaio 2006 dove abbiamo programmato il campionato di società di corsa campestre.
Poi si passerà al 21 gennaio con la 10km su strada “La corsa di Miguel” (il sito è http://www.lacorsadimiguel.it/ ).
Tutto questo in vista della Stramilano http://www.stramilano.it/ del 1 aprile che si svolge sulla distanza canonica della ½ maratona (21,097 km) ed è l’obiettivo principale di quest’anno. Lì vedremo come andrà e forse bisserò la distanza a Maggio nella Riviera D’Abruzzo Half Marathon (sito http://www.runnersadriatico.org/ ) a Giulianova.
Oggi nuovo allenamento sul Tevere: un lungo lento di 16km a 4'02'' al km.
mercoledì 13 dicembre 2006
Lungo Tevere...
Oggi mi trovo a Roma e quando sono qui mi alleno solitamente sul lungotevere. La ragazza che mi dà ospitalità questo periodo (l'attrice Clarissa Leone www.clarissaleone.it ) abita proprio a 200 metri dalla Città del Gusto (per intenderci zona Piazzale delle Radio - Ponte di Ferro) e da lì è comodissimo prendere la strada che porta sul lungotevere.
L'allenamento odierno è stato un progressivo di 12km che avevo da fare per metà sui 4'10'' al km poi 4km a 3'50'' e gli ultimi due a 3'40'' - 3'35''
Sono andato un po' troppo forte e questi sono stati i passaggi al km
4’02’’ 4’12’’ 4’06’’ 4’01’’ 4’03’’ 4’05’’ 3’38’’ 3’42’’ 3’38’’ 3’42’’ 3’42’’ 3’21’’ media al km 3'51''
Comunque è un buon periodo per me e quindi non ne ho risentito per niente.
I prossimi appuntamenti saranno la Corsa di Miguel il 21 gennaio a Roma (www.lacorsadimiguel.it ) e con De Benedictis stiamo cercando quale mezza maratona affrontare tra fine marzo e primi di aprile
Eccoci qua... Ovvero come passare da trenta sigarette al giorno...
Tutto è iniziato a Gennaio del 2006 quando ho smesso di fumare: esattamente il giorno di Capodanno (non la sera, ma la mattina tardi al risveglio). Non è stato assolutamente facile iniziare ad allenarsi.
Ecco ad esempio cosa scrivevo sul mio diario di allenamento il 3 gennaio 2006 “Caltagirone, Villa Comunale, Fondo misto collinare. Corsa Lenta 8’ Ho le gambe a pezzi. Infatti sono riuscito a correre per soli 8’ di seguito”
Poi grazie all’aiuto di Mario De Benedictis
(trovate tutte le informazioni possibili su di lui nel sito http://www.myspecialtrainer.com/medaglieremario.html ) sono tornato a sorridere.
Sorridente come la foto che mi ritrae nella mia prima gara disputata
( Roma Urbs Mundi 15 ottobre 2006 classifica completa sul sito http://www.h2smarathon.it/classifiche/download.asp?gara=683&anno=2006&evento=Generale&nomefile=8^%20Roma%20URBS%20Mundi%20-%20Run%20for%20Food.xls )
39esimo classificato su 1907 arrivati... non male!!!
Sui 10km il tempo è di 35'38'' ovvero 3'34'' al km. Ma la gara l'ho impostata chiaramente in tranquillità. Ne è un esempio appunto la foto che mi ritrae al 5° km (se non l'avete capito io sono quello sorridente con la mano alzata. Saluto con un "ottimo" uno dei miei due accompagnatori: il regista Vito Palmieri - a sinistra con il giubbino)
Il 3 dicembre invece ho fatto più sul serio nella terza edizione della Sette Camini in Corsa. Il percorso di 10,6km è stato coperto in 36'25'' al ritmo di 3'26'' al km è mi ha permesso di arrivare 9° classificato e 3° di categoria
(classifica sul sito http://www.settecamini.info/atletica/Classifica_Settecaminiincorsa_2.pdf )




