foto realizzata con Nokia n70 in uno dei miei tanti viaggi in treno...Ieri sono partito alle 2:45 (la mattina presto o se preferite in tarda notte) da Pescara per Lecce. Alle ore 8:15 ero lì. Alle 8:30 ero seduto con il regista a vedere alcune scene di un film girato l’estate scorsa e a fare prove di color correction. Alle 17:45 mi sono alzato. Con un passo di circa 4’15’’ al km (gran velocità da fare in borghese con zainetto incluso) alle 17:50 ero in stazione. Alle 18:03 sono partito con l’espresso Lecce – Bolzano.
Per me che prendo quasi due treni a settimana l’espresso è stata una piacevole riscoperta. Ormai non lo prende più nessuno e quindi, paradossalmente, è diventato quasi un mezzo elitario.
L’espresso ha alcune comodità che nemmeno i T-biz Eurostar hanno.
Prima su tutti: puoi spegnere la luce che non è cosa da poco. Ultimamente la totale oscurità è stata sostituita da una lampadina blu. Ma essendo il blu un colore che assorbe tantissima luce non dà assolutamente problemi se uno vuole chiudere gli occhi.
La seconda comodità è che ci si può sdraiare completamente e riuscire quindi a dormire.
Terza comodità: si può camminare, senza dar fastidio a nessuno, nel lungo corridoio che è anche illuminato a sufficienza ogni circa due metri da tre innovativi led a luce fredda, creando interessanti chiaro scuri essendo abbastanza spottati.
Consiglio poi alcuni accorgimenti poco pubblicizzati da Trenitalia. I posti prenotati non sono più segnati e quindi ci si può trovare nel cuore della notte o in qualsiasi altro momento a dover cedere il posto a qualcuno che ha prenotato. Fortunatamente questa regola non vale per i posti dal numero 71 al numero 86 che non possono essere prenotati da nessuno. Alcune volte mi è capitato di vedere gli scompartimenti strapieni (di persone che avevano prenotato) tranne i due scompartimenti che occupano i posto dal 71-86.
L’espresso ha poi un fascino particolare per me, soprattutto quello che ho preso ieri: Lecce – Bolzano.
Lecce – Bolzano rappresentava fino a qualche decennio fa, e forse per alcuni versi rappresenta ancora, una distanza centinaia di volte maggiore rispetto all’effettivo chilometraggio.
Mi fa venire in mente fatiche e sogni dentro valigie di cartone. Lecce e Bolzano come una traversata oceanica… tutto è relativo.
Per noi oggi ( noi saremmo, oltre me naturalmente, Mario De Benedictis e Franco Di Bonaventura) l’epicità dell’espresso Lecce – Bolzano sono stati 18 chilometri percorsi a 4’15’’ al km sulla riviera di Pescara, dove a mala pena abbiamo sconfinato comune…
Tutto è relativo!
Per me che prendo quasi due treni a settimana l’espresso è stata una piacevole riscoperta. Ormai non lo prende più nessuno e quindi, paradossalmente, è diventato quasi un mezzo elitario.
L’espresso ha alcune comodità che nemmeno i T-biz Eurostar hanno.
Prima su tutti: puoi spegnere la luce che non è cosa da poco. Ultimamente la totale oscurità è stata sostituita da una lampadina blu. Ma essendo il blu un colore che assorbe tantissima luce non dà assolutamente problemi se uno vuole chiudere gli occhi.
La seconda comodità è che ci si può sdraiare completamente e riuscire quindi a dormire.
Terza comodità: si può camminare, senza dar fastidio a nessuno, nel lungo corridoio che è anche illuminato a sufficienza ogni circa due metri da tre innovativi led a luce fredda, creando interessanti chiaro scuri essendo abbastanza spottati.
Consiglio poi alcuni accorgimenti poco pubblicizzati da Trenitalia. I posti prenotati non sono più segnati e quindi ci si può trovare nel cuore della notte o in qualsiasi altro momento a dover cedere il posto a qualcuno che ha prenotato. Fortunatamente questa regola non vale per i posti dal numero 71 al numero 86 che non possono essere prenotati da nessuno. Alcune volte mi è capitato di vedere gli scompartimenti strapieni (di persone che avevano prenotato) tranne i due scompartimenti che occupano i posto dal 71-86.
L’espresso ha poi un fascino particolare per me, soprattutto quello che ho preso ieri: Lecce – Bolzano.
Lecce – Bolzano rappresentava fino a qualche decennio fa, e forse per alcuni versi rappresenta ancora, una distanza centinaia di volte maggiore rispetto all’effettivo chilometraggio.
Mi fa venire in mente fatiche e sogni dentro valigie di cartone. Lecce e Bolzano come una traversata oceanica… tutto è relativo.
Per noi oggi ( noi saremmo, oltre me naturalmente, Mario De Benedictis e Franco Di Bonaventura) l’epicità dell’espresso Lecce – Bolzano sono stati 18 chilometri percorsi a 4’15’’ al km sulla riviera di Pescara, dove a mala pena abbiamo sconfinato comune…
Tutto è relativo!