Non mi è mai capitato di parlare in modo diretto di avvenimenti che accadono sul mio lavoro, o peggio di notizie in stile gossip.
Questa volta farò un’eccezione. Poco tempo fa ho avuto modo di lavorare con il Maestro Riccardo Muti. Eravamo tutti in soggezione per il suo arrivo: da molti viene descritto come un personaggio duro e burbero. Devo dire che con noi non è andata così: è stato molto disponibile e collaborativo.
Questa volta farò un’eccezione. Poco tempo fa ho avuto modo di lavorare con il Maestro Riccardo Muti. Eravamo tutti in soggezione per il suo arrivo: da molti viene descritto come un personaggio duro e burbero. Devo dire che con noi non è andata così: è stato molto disponibile e collaborativo.
Ma non è per questo che ho scritto il post. Finito il lavoro il Maestro Muti si è ulteriormente trattenuto con noi e ha iniziato a parlare di musica, soprattutto di cultura musicale. Qui parlando del rapporto tra musica e scuola ecco la frase che mi ha folgorato “basta con questo piffero a scuola, basta con questi poveri bambini con ‘sti pifferi: proponiamogli l’amore per la musica, per l’ascolto…” (per una correttezza d’informazione queste non sono le testuali parole del Maestro ma una mia interpretazione a distanza di qualche giorno).
La folgorazione c’è stata perché mi sono rivisto bambino quando odiavo quel maledetto piffero. Facevo già fatica a fare “barilla”, come esame di terza media portai con grande fatica “eurovisione”. Ed ora cosa accade davanti a me: uno dei più grandi Maestri d’Orchestra al mondo che denigra uno dei principali strumenti di educazione musicale italiana. Per me è stata una grande riabilitazione: se Riccardo Muti ha detto che il piffero è una grande bufala allora il mio odio infantile verso quello strumento non era un fatto di negligenza; forse di lungimiranza? Forse erano i miei compagni in torto che si sporcavano le mani suonando quello strumento?
Oggi, a distanza di vent’anni da allora, finisco il lavoro, torno a casa felice e un po’ incazzato per non essere ancora lì sui banchi e poter dire: voi non sapete cosa mi ha detto Muti…
