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martedì 1 maggio 2007

You tube

Su You Tube (www.youtube.com) si trova veramente di tutto.
E' già da qualche settimana che ho aggiunto sulla colonna destra del blog uno spazio con i video scoperti su you tube. Ma ho notato che in pochi ci hanno cliccato sopra.
E allora ci faccio proprio un post!
Il primo non può non essere che la vittoria di Stefano Baldini alla maratona olimpica di Atene 2004

Tornando a cose più recenti ecco un simpatico video (fatto dall'amico Mario De Benedictis) sulla Maratona di Roma 2007
Rimanendo in tema Maratona di Roma ecco un video originale e anche utile: il percorso di gara (il video è naturalmente velocizzato) ad opera della Podistica Solidarietà di Roma ( www.podisticasolidarieta.it )
Per ultimo c'è questo filmato che documenta gli allenamenti di un gruppo di fortissimi atleti keniani. Da rimanere stupiti...

lunedì 12 marzo 2007

Andrea Lalli, Danilo Di Luca e la Maratona di Roma

Danilo Di Luca, foto tratta dal sito www.ansa.it
Ieri, dopo un ottimo lento sulla strada parco di Pescara (20km 1h20'17'') con l'instancabile Alessandrio Di Cintio (trovi su di lui un interessante post sul blog di Mario http://mariodebenedictis.blogspot.com/2007/03/il-sonno-del-giusto.html#links ), il giovane Alessio Bisogno (che ogni tanto provava a viaggare intorno ai 3'30'' - poi fermato "d'autorità" da me ed Alessandro) e l'immancabile Mario De Benedictis, torno a casa per vedere, su Rai Sport, i Campionati Italiani di Corsa Campestre. Oltre a riammirare i paesaggi visti fino a qualche giorno prima (la gara si disputava infatti a Villa Lagarina in provincia di Trento) finalmente posso vedere in azione il neo seniores Andrea Lalli. Grande prova la sua che fa sperare per il futuro del mezzofondo italiano. Andrea non ha certo bisogno di presentazione (pochi mesi fa ha vinto il titolo europeo di corsa campestre juniores) ma il passaggio dagli juniores ai senior di solito non è indolore. Lui ha invece dimostrato carattere, è arrivato terzo a pochi secondi dal campione uscente Gabriele De Nard, battendo Ruggero Pertile e il suo compaesano Luciano Di Pardo. Grande Andrea, continua così!!!
Il giorno prima mentre viaggiavo tra Bologna e Pescara altra bella notizia: Danilo Di Luca vince la Milano Torino, la decana delle classiche italiane (ovviamente di ciclismo!!!).
Che dire: ci aspettiamo grandi cose la prossima settimana dalla Maratona di Roma. Speriamo nella vittoria di qualche italiano, o meglio di un altro atleta abruzzese, ma per scaramanzia non facciamo nomi!

domenica 18 febbraio 2007

Il paradosso del competitore

una foto di mario De Benedictis in gara nel 1990

Il racconto che riporto qui sotto è stato scritto, tempo fa, da Mario De Benedictis e si chiama " Il paradosso del competitore".

A volte mi capita di ricordare brani dei miei quattordici-quindici-sedici-anni che credevo definitivamente consegnati all'oblio di una dolorosissima rimozione. A volte- ma solo poche volte - riesco anche a sorridere di qualche episodio legato all'esperienza sportiva che feci in quegli anni: due ore e mezza senza mai fermarmi, in salita, in discesa e sul piano; sole, vento, pioggia e neve, da gennaio a dicembre. Mi allenava mio padre. Mi impediva di fermarmi quando avevo male ai tendini, quando mi veniva da piangere e c'erano ancora venti chilometri da fare. Mi sfotteva ricordandomi l'ultima sconfitta: ché quello non era l'evento che avvicinava l'eroe agli uomini, ma l'umiliazione al buon nome della famiglia. La sua. Ricordo di come cercavo d'inventarmi un modo per passare il tempo, quel tempo fatto di minuti che duravano ore, quando mi arrampicavo sui colli di Pescara, e di ore che fuggivano via come secondi, una volta a letto, la sera. Un modo era quello di dilatare il più possibile il riscaldamento - durava circa cinque chilometri - prima di tuffarmi in un'angosciante progressione cronometrica, nell'ennesima sfida quotidiana con l'avversario di turno (fratellino compreso, ahimè).Nella stagione agonistica '79/'80 cercai di dividere la mia solitudine marciando con Domenico. Quattordicenne come me, andava un po' più piano di me. Mio padre non avrebbe maiallenato un atleta bravo quanto il sottoscritto. Pur essendo mio coetaneo Domenico sembrava molto più maturo. Per intenderci, io, filiforme e piccino, dimostravo sì e no dodici-tredici anni; lui almeno quattro di più. Alto già quasi un metro e settanta, era di corporatura robusta; gambe come due tronchi e torace impettito a conferirgli un aspetto quasi tracotante. Domenico, con i suoi capelli rossi, grossi come fili di rame e ondulati, portati sempre in ordine. In quel periodo l'allenamento consisteva nel ripetere venti volte un circuito asfaltato di un chilometro. Teatro dello stillicidio podistico era la pineta D'Avalos di Pescara. Io e Domenico eravamo amici. Ventidue ore al giorno. Partivamo,dopo aver allacciato nervosamente le scarpette (guai fermarsi durante la prova!); iniziava così il riscaldamento su quel maledetto circuito. Un riscaldamento per modo di dire. La gara prendeva il via dal secondo chilometro, in barba alla regola dei cinque chilometri. Lo sguardo fisso oltre l'orizzonte, i piedi rapidi a guadagnare quei pochi ma preziosissimi metri che davano a me la certezza di una superiorità atletica - molto spesso soltanto psicologica - e a lui, il placido Domenico, Mimmo per gli amici (anche quelli per ventidue ore su ventiquattro), il segnale di un tragico conto alla rovescia. Mi spiego meglio. Mio padre stabiliva le regole del gioco. Dovevo doppiare Mimmo. Dargli cioè un chilometro di distacco entro venti chilometri. L'anello di grigio bitume diventava allora il Circo Massimo. I nostri sguardi si cercavano ad ogni giro, gli occhi come quelli di camaleonti in canottiera e pantaloncini: nervosissimi e indipendenti per lasciare la testa indifferente e persa in direzione dell'infinito (guai dare all'avversario l'impressione di essere osservato, di contare per l'altro, qualcosa).Cercavamo riferimenti: "questo giro gli ho preso quarantametri", "me ne ha dati quaranta, non mi doppierà mai", eccetera eccetera. E giorno dopo giorno il doppiaggio, da mio padre dato per scontato, chiedeva un tributo sempre più alto. Un'emorragia di zuccheri e sudore, impastata a imprecazioni luridissime - all'indirizzo dell'amico part time -, piccole cattiverie di cui ancora oggi mi pento sinceramente. E già. Perché se per me diventava sempre più difficile aggiungere qualcosa alla mia condizione atletica, per Mimmo i margini di miglioramento erano più ampi: aveva iniziato ad allenarsi da poco e, sebbene il suo talento non fosse grandissimo, tra noi la differenza,diciamo così, prestazionale, andava pian piano riducendosi. Mimmo ogni giorno era qualche metro più bravo. Così si consumò la sua vendetta bonsai, un capolavoro di filosofia eleatica. Quel giorno mi concesse circa cinquanta metri a giro, dandomi l'illusione di essere,come sempre, doppiato nelle ultimissime tornate. Ma così non fu. Mimmo era insolitamente tranquillo, non sbuffava come una locomotiva ingolfata. La sua azione appariva innaturalmente lineare, composta, terribilmente efficace. La sua testa, solitamente inclinata nel senso della curva,stava ben dritta, a cercare il traguardo (un chilometro più in là). Io non ne avevo quasi più e attendevo che l'amico part time andasse incontro al suo quotidiano destino di vittima sacrificale, immolata sull'ara dell'innocente sadismo di mio padre. A quattrocento metri circa dall'arrivo, quando avevo Mimmo a dieci passi da me, lo vidi partire. Al triplo della mia velocità. Praticamente irraggiungibile. E non valeva niente il fatto che io stavo concludendo e che lui aveva ancora un giro da compiere. Che gli avevo smollato, comunque, novecento e passa metri. Io avevo perso. Avevo perso per mio padre. Avevo perso per il passante che vide soltanto l'accelerazione di Mimmo. Su un circuito primo e secondo non esistono; e c'è un momento,eterno e immobile, in cui è il secondo a precedere il primo. Quella meravigliosa metafora esistenziale è uno dei doni più preziosi - soltanto oggi lo comprendo - avuti da un amico.

lunedì 5 febbraio 2007

Campionati Regionali di Corsa Campestre

Foto di gruppo

Eccomi durante la gara

Assieme a Marco Agresta (terzo assoluto e primo di categoria)

Alessandro Di Cintio (secondo assoluto)



Ieri Campionati Regionali di Corsa Campestre. Sorpresa: mente vado a prendere il pettorale scopro che la mia categoria (amatori) non è presente perché la gara è riservata esclusivamente alla categoria Master. Domanda: ma se la settimana prima si era svolta il Campionato di Corsa Campestre riservato agli Assoluti e naturalmente la nostra categoria era esclusa, se non corriamo con i Master con chi corriamo?
Senza darmi e ne ricevere una risposta, opto per gareggiare fuori gara, con un pettorale contrassegnato con una X , forse nel caso qualcuno avesse da protestare.
Si parte nel Parco D’Avalos, un parco che ha segnato la mia infanzia di corridore: qui vinsi le mie prime gare tra il1988 e il 1990 arrivando con alcuni miei coetanei che poi di strada ne hanno fatta, due nomi per tutti Danilo Di Luca e Massimo Oddo. Sempre nello stesso parco, nella categoria degli anni antecedenti al nostro, già primeggiava e si distingueva Alberico Di Cecco.
Ed è proprio Alberico Di Cecco che ritrovo, naturalmente da spettatore, alla gara. Inoltre arriva il presidente della nostra società Gianni Petrella, il direttore tecnico, nonché mio allenatore, Mario De Benedictis, e altri due atleti della Runners Adriatico: Alessandro Di Cintio e Mauro Viola, oltre alla ex azzurra Romina Rastelli.
La partenza vede subito al comando Nourredine Makhloufi e Alessandro Di Cintio, segue Mauro Battista e dopo qualche metro eccomi assieme a Marco Agresta. Mi sento bene e il ritmo non mi pare eccessivo. Noto che l’ottimo Alessandro inizia a perdere un po’ di terreno su Makhloufi ela sensazione è di recuperare preziosi metri. Dopo circa 2 chilometri cerco addirittura di staccare Agresta e cambiare ritmo. Ed ecco che nel giro di poco (un chilometro) mi sento in subbuglio lo stomaco e decido di fermarmi… Misera figura, soprattutto in una location che tanto rappresenta per me e con tante persone, per me importanti, a vedermi! Non mi rimane che vedere l’arrivo in solitaria di Makhloufi, il buon secondo posto di Alessandro Di Cintio e il terzo di Marco Agresta (primo della sua categoria).
Nonostante tutto è stata comunque una piacevole giornata, sperando per le prossime volte in risultati migliori…

domenica 7 gennaio 2007

Chilometri e relatività sul Lecce – Bolzano

foto realizzata con Nokia n70 in uno dei miei tanti viaggi in treno...
Ieri sono partito alle 2:45 (la mattina presto o se preferite in tarda notte) da Pescara per Lecce. Alle ore 8:15 ero lì. Alle 8:30 ero seduto con il regista a vedere alcune scene di un film girato l’estate scorsa e a fare prove di color correction. Alle 17:45 mi sono alzato. Con un passo di circa 4’15’’ al km (gran velocità da fare in borghese con zainetto incluso) alle 17:50 ero in stazione. Alle 18:03 sono partito con l’espresso Lecce – Bolzano.
Per me che prendo quasi due treni a settimana l’espresso è stata una piacevole riscoperta. Ormai non lo prende più nessuno e quindi, paradossalmente, è diventato quasi un mezzo elitario.
L’espresso ha alcune comodità che nemmeno i T-biz Eurostar hanno.
Prima su tutti: puoi spegnere la luce che non è cosa da poco. Ultimamente la totale oscurità è stata sostituita da una lampadina blu. Ma essendo il blu un colore che assorbe tantissima luce non dà assolutamente problemi se uno vuole chiudere gli occhi.
La seconda comodità è che ci si può sdraiare completamente e riuscire quindi a dormire.
Terza comodità: si può camminare, senza dar fastidio a nessuno, nel lungo corridoio che è anche illuminato a sufficienza ogni circa due metri da tre innovativi led a luce fredda, creando interessanti chiaro scuri essendo abbastanza spottati.
Consiglio poi alcuni accorgimenti poco pubblicizzati da Trenitalia. I posti prenotati non sono più segnati e quindi ci si può trovare nel cuore della notte o in qualsiasi altro momento a dover cedere il posto a qualcuno che ha prenotato. Fortunatamente questa regola non vale per i posti dal numero 71 al numero 86 che non possono essere prenotati da nessuno. Alcune volte mi è capitato di vedere gli scompartimenti strapieni (di persone che avevano prenotato) tranne i due scompartimenti che occupano i posto dal 71-86.
L’espresso ha poi un fascino particolare per me, soprattutto quello che ho preso ieri: Lecce – Bolzano.
Lecce – Bolzano rappresentava fino a qualche decennio fa, e forse per alcuni versi rappresenta ancora, una distanza centinaia di volte maggiore rispetto all’effettivo chilometraggio.
Mi fa venire in mente fatiche e sogni dentro valigie di cartone. Lecce e Bolzano come una traversata oceanica… tutto è relativo.
Per noi oggi ( noi saremmo, oltre me naturalmente, Mario De Benedictis e Franco Di Bonaventura) l’epicità dell’espresso Lecce – Bolzano sono stati 18 chilometri percorsi a 4’15’’ al km sulla riviera di Pescara, dove a mala pena abbiamo sconfinato comune…
Tutto è relativo!

domenica 24 dicembre 2006

Vigilia di corsa

Oggi corsa sul lungomare di Pescara.
Siamo partiti in cinque per farci forza del freddo che inspiegabilmente (anche se siamo ormai a fine Dicembre non mi ricordo quest'anno un giorno così freddo, nemmemo a Milano) ci si abbatteva contro.
Dopo i soliti chilometri di riscaldamento eccomi assieme a Franco Di Bonaventura, Alessandro Di Cintio, Alessio Bisogno e Mario De Benedictis ad iniziare un lungo lento di 18 km.
Le ripetute di ieri si sono fatte sentire ed i primi 6km sono stati abbastanza faticosi (a livello muscolare). Poi d'improvviso è uscito dal grigiore assoluto un bel sole tiepido che ci ha premiati dell'uscita pre natalazia e la temperatura si è alzata. Abbiamo percorso i nostri 18km in 1h18'43'' alla media di 4'22'' al km.
L'ultimo km c'è stato un po' di "movimento" ed è partita una volata tra Mario, Alessio ed Alessandro. Io e Franco abbiamo continuato con il nostro ritmo chiudendo in 3'59'' mentre Mario credo viaggiasse intorno ai 3'15''.

sabato 23 dicembre 2006

Ripetute a Pescara


Ed eccoci a Pescara, mia città natale e città dove tutt'ora vivono i miei genitori.
Grazie a Pescara ho anche riniziato a correre, o meglio grazie al pescarese Mario De Benedictis che mi ha indirizzato ad un allenamento mirato.
Quando un anno fa ho rincontrato Mario (è stato il mio allenatore quando ero un ragazzino, oltre ad esserlo stato di atleti olimpionici) ho manifestato a lui l'idea di fare qualche uscita per sgambettare un po' e… di correre una maratona.
Ebbene si: dopo 15 anni di totale inattività avevo in mente di correre una maratona nel giro di pochi mesi (per l’esattezza quasi 3 mesi, la maratona che volevo fare era quella di Roma).
Quindi la domanda da farsi è: ero incosciente nel pensare di poter affrontare i 42km con 3 mesi di preparazione o c’era di mezzo altro?
Il problema credo fosse, e lo è tutt’ora per tantissimi neo podisti, il risalto mediatico che viene dato alle imprese di corsa estrema ( maratone in alta quota, 100km nel deserto, 50 maratone in 50 giorni…) che fanno così passare per normale, quasi una passeggiata, affrontare una gara di 42km e 195 metri.
Per fortuna ho rincontrato Mario, mi ha subito bloccato nella mia insana idea (con molto tatto devo dire) e mi ha fatto fare (con le sue tabelle di allenamento) progressi a non finire.
Come le ripetute che abbiamo fatto oggi ( le mie prime ripetute da 15 anni a questa parte)
8 volte i 1000 metri.
Questi i tempi:
3’19’’ 3’16’’ 3’25’’ 3’19’’ 3’21’’ 3’19’’ 3’21’’ 3’19’’
Ah… comunque la maratona la farò… ma prima affrontiamo le mezze!!!

mercoledì 13 dicembre 2006

Lungo Tevere...

Ed eccoci come quasi ogni giorno al consueto allenamento.
Oggi mi trovo a Roma e quando sono qui mi alleno solitamente sul lungotevere. La ragazza che mi dà ospitalità questo periodo (l'attrice Clarissa Leone www.clarissaleone.it ) abita proprio a 200 metri dalla Città del Gusto (per intenderci zona Piazzale delle Radio - Ponte di Ferro) e da lì è comodissimo prendere la strada che porta sul lungotevere.
L'allenamento odierno è stato un progressivo di 12km che avevo da fare per metà sui 4'10'' al km poi 4km a 3'50'' e gli ultimi due a 3'40'' - 3'35''
Sono andato un po' troppo forte e questi sono stati i passaggi al km
4’02’’ 4’12’’ 4’06’’ 4’01’’ 4’03’’ 4’05’’ 3’38’’ 3’42’’ 3’38’’ 3’42’’ 3’42’’ 3’21’’ media al km 3'51''
Comunque è un buon periodo per me e quindi non ne ho risentito per niente.
I prossimi appuntamenti saranno la Corsa di Miguel il 21 gennaio a Roma (www.lacorsadimiguel.it ) e con De Benedictis stiamo cercando quale mezza maratona affrontare tra fine marzo e primi di aprile

Eccoci qua... Ovvero come passare da trenta sigarette al giorno...

foto di Fabrizio Colucci

Eccoci qua... Ovvero come passare da 30 sigarette al giorno a 3'25'' al km.
Tutto è iniziato a Gennaio del 2006 quando ho smesso di fumare: esattamente il giorno di Capodanno (non la sera, ma la mattina tardi al risveglio). Non è stato assolutamente facile iniziare ad allenarsi.
Ecco ad esempio cosa scrivevo sul mio diario di allenamento il 3 gennaio 2006 “Caltagirone, Villa Comunale, Fondo misto collinare. Corsa Lenta 8’ Ho le gambe a pezzi. Infatti sono riuscito a correre per soli 8’ di seguito”
Poi grazie all’aiuto di Mario De Benedictis
(trovate tutte le informazioni possibili su di lui nel sito http://www.myspecialtrainer.com/medaglieremario.html ) sono tornato a sorridere.
Sorridente come la foto che mi ritrae nella mia prima gara disputata
( Roma Urbs Mundi 15 ottobre 2006 classifica completa sul sito http://www.h2smarathon.it/classifiche/download.asp?gara=683&anno=2006&evento=Generale&nomefile=8^%20Roma%20URBS%20Mundi%20-%20Run%20for%20Food.xls )
39esimo classificato su 1907 arrivati... non male!!!
Sui 10km il tempo è di 35'38'' ovvero 3'34'' al km. Ma la gara l'ho impostata chiaramente in tranquillità. Ne è un esempio appunto la foto che mi ritrae al 5° km (se non l'avete capito io sono quello sorridente con la mano alzata. Saluto con un "ottimo" uno dei miei due accompagnatori: il regista Vito Palmieri - a sinistra con il giubbino)
Il 3 dicembre invece ho fatto più sul serio nella terza edizione della Sette Camini in Corsa. Il percorso di 10,6km è stato coperto in 36'25'' al ritmo di 3'26'' al km è mi ha permesso di arrivare 9° classificato e 3° di categoria
(classifica sul sito http://www.settecamini.info/atletica/Classifica_Settecaminiincorsa_2.pdf )