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giovedì 16 agosto 2007

Un lento ferragosto romano


Il percorso in bici del ferragosto romano (Con Gps Forerunner 205 e Google Earth Plus)


Forse non è da tutti passare il Ferragosto a Roma. Io addirittura ci ho portato parte della mia famiglia (mio padre e mio fratello, la mamma è rimasta nelle montagne in Trentino). Dopo aver percorso molte centinaia di chilometri nel ricercare e impressionare emozioni, ho preferito per un giorno di stare fermo.
Siamo partiti con le bici da casa mia e abbiamo percorso il lungotevere.
Non sembrava un giorno qualsiasi: tutto sembrava scorrere lento, anche il fiume. Ma la lentezza non sembrava noiosa ma piacevole, armonica. Bello questo lento ferragosto romano…

domenica 22 luglio 2007

Ho addirittura sognato di correre


Ho addirittura sognato di correre. Non mi era mai successo. Non ho corso per due mesi ed è accaduto. In questi due mesi ho fatto bellissime cose; spesso di chi fa la mia professione si dice “è lui che crea la magia”. Ebbene in questi due mesi forse anch’io un po’ ne ho creata.
Ma riaprire l’armadio e prendere maglietta e pantaloncini abbandonati lì da tempo è stato per me un riprendere una storia tenuta in sospensione. Come quando al cambio stagione si riprendono nel cellophane abiti che avevi quasi scordato. Ma poi velocemente ti ricordi i momenti che hai vissuto con loro addosso…
Sono sceso nuovamente sul lungotevere. Le roulotte e i loro abitanti sono ancora lì, così come i vagabondi, pittori, musicisti e fotografi. Ci sono sempre anche i runners. Di nuovo ci sono i bar aperti per l’estate. Chi li frequenta probabilmente non conosce cosa accade lì il resto dell’anno.E non sa cosa si perde. Bere la sera in questi locali mi fa sembrare come un vecchio generale in pensione che brinda sui quelli che furono duri campi di battaglia. Mentre cammino cercando di conquistare la giovane fanciulla che è al mio fianco, non posso fare a meno di pensare a quando calpestavo lo stesso terreno con un paio di Nike e un gps che mi dava il tempo. Ecco lì c’era il terzo km che diventava il 9 il 12 o anche il 18 al ritorno. Ora sono profumato e con una camicia di lino che mi fa stare fresco. Allora umidità e sudore, e a volte la voglia di fermarsi per la fatica. Ma cosa ne può saper questa? Forse potrei provare a spiegarlo, ma forse è meglio non parlare più.